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Sentenze del Giorno

Le più rilevanti sentenze emesse dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione

Raccolta di Giurisprudenza di Diritto del Lavoro e Sindacale
Diritto del Lavoro

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Diritto Sindacale

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ARGOMENTO DEL GIORNO

Cass. n. 9823/2021 – Sul capitolato istruttorio nel rito del lavoro e sull’assunzione della prova

Poiché nel rito del lavoro i fatti da allegare devono essere indicati in maniera specifica negli atti introduttivi, affinché le richieste probatorie rispondano al requisito di specificità è sufficiente indicare come mezzi di prova i fatti allegati a fondamento delle pretese iniziali, senza necessità di riformularli separatamente come capi di prova. Il giudice di merito nell'esercizio dei poteri di cui all'art.421 c.p.c. può assegnare alle parti un termine per porre rimedio alla irregolarità riscontrata nella indicazione dei capitoli di prova, con l'invito ad una nuova formulazione degli stessi e che ciò comporta, in applicazione della particolare disciplina del quinto e del sesto comma dell'art.420 c.p.c., la decadenza della parte dal diritto di assumere la prova soltanto nell'ipotesi di mancata ottemperanza a tale invito nel termine fissato. Per quanto attiene, invece, il secondo aspetto, opportuno premettere che la disposizione dell'art. 244 c.p.c. sulla necessità di un'indicazione specifica dei fatti da provare per testimoni non va intesa in modo rigorosamente formalistico, ma in relazione all'oggetto della prova, cosicché, qualora questa riguardi un comportamento o un'attività che si frazioni in circostanze molteplici, è sufficiente la precisazione della natura di detto comportamento o di detta attività, in modo da permettere alla controparte di contrastarne la prova.

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ARGOMENTI DELLA SETTIMANA

Cass. n. 9657/2021 – Licenziamento – Valutazione della condotta operata dal CCNL ai fini della reintegrazione

La valutazione di non proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato ed accertato può essere ricondotta all'art. 18, quarto comma solo nell'ipotesi in cui lo scollamento tra gravità della condotta e sanzione risulti dalle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, che ad essa facciano corrispondere una sanzione conservativa: con un particolare rigore, in un contesto nel quale trova applicazione il principio generale secondo cui una norma che preveda un'eccezione rispetto alla regola generale deve essere interpretata restrittivamente, così dovendo essere esclusa un'apertura all'analogia o ad un'interpretazione che allarghi la portata della norma collettiva oltre i limiti suindicati, che produrrebbe effetti esattamente contrari a quelli chiaramente espressi dal legislatore in termini di esigenza di prevedibilità delle conseguenze circa i comportamenti tenuti dalle parti del rapporto

17 Aprile 2021|

Cass. n. 9650/2021 – Licenziamento impugnato dal solo difensore – Procure – Ratifiche – Decadenze e comunicazioni

"L'impugnativa stragiudiziale ex art. 6, comma 1, I. n. 604 del 1966, può efficacemente essere eseguita in nome e per conto del lavoratore dal suo difensore previamente munito di apposita procura scritta, senza che il suddetto rappresentante debba comunicarla o documentarla al datore di lavoro nel termine di sessanta giorni, perché, ferma la necessaria anteriorità della procura, è sufficiente che il difensore manifesti di agire in nome e per conto del proprio assistito e dichiari di avere ricevuto apposito mandato; il datore di lavoro convenuto in giudizio può contestare l'idoneità dell'impugnativa stragiudiziale sottoscritta dal solo difensore, anche se in precedenza non si sia avvalso della facoltà a lui concessa dall'art. 1393 c.c.". L'Avvocato o il procuratore legale che propone l'impugnazione  può anche essere sprovvisto di procura ma, in tale caso, il suo operato deve essere successivamente ratificato dal lavoratore e sempre che tale ratifica rivesta la forma scritta e - come l'impugnativa - sia comunicata o notificata al datore di lavoro prima della scadenza del termine di decadenza; Ove l'impugnativa sia proposta dal legale del lavoratore senza il rilascio da parte di quest'ultimo di specifica procura scritta, il successivo ricorso giudiziario contenendo, con la relativa procura al difensore stesso che abbia già posto in essere il detto atto, la ratifica scritta del suo operato, deve essere notificato o comunicato al datore di lavoro nel termine di sessanta giorni. Qualora l'Avvocato o il procuratore che impugna sia già munito di idonea procura del lavoratore, Egli  spende un potere di cui è dotato e pertanto non vi è alcun onere di comunicazione o documentazione al datore di lavoro nel termine di sessanta giorni, perché, ferma la necessaria anteriorità della procura, è sufficiente che il difensore manifesti di agire in nome e per conto del proprio assistito e dichiari di avere ricevuto apposito mandato (in termini: Cass. n. 16416 del 2019; in tale aspetto conformi anche Cass. n. 3634 del 2017 e Cass. n. 1444 del 2019).

16 Aprile 2021|

AA.VV. – “Le norme covid e il diritto al lavoro e all’impresa”

Atti del "webinar" organizzato da AGI Toscana - Fondazione studi Scuola Forense di Firenze - Scuola Superiore Magistratura in data 5.3.2021 - In corso di pubblicazione sulla Rivista "Lavoro Diritti Europa" n. 2/2021. M. AGOSTINI – M.ERCOLI, Il licenziamento del dirigente - F. ALVARO, Sopravvenuta inidoneità e licenziamento - G. BRONZINI, Il blocco dei licenziamenti e diritto comunitario - R. COSIO, Blocco dei licenziamenti nel DL sostegni - A. MARESCA, Divieti di licenziamento e tutela dell’occupazione nell’art. 8 DL n. 41/2021 - G. VIDIRI Il blocco dei licenziamenti

16 Aprile 2021|

Cass. n. 9647/2021 – Stato di malattia – Natura dell’impedimento – Svolgimento di altra attività – Onere probatorio

Lo svolgimento di attività extralavorativa durante il periodo di assenza per malattia costituisce illecito disciplinare e può essere ritenuto contrattualmente illegittimo per violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, sia quando l'attività esterna, prestata o meno a titolo oneroso, sia per sé sufficiente a far presumere l'inesistenza della malattia, dimostrando, quindi, una sua fraudolenta simulazione sia quando, in violazione del dovere preparatorio all'adempimento e valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, l'attività stessa possa pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del lavoratore Alla stregua dei concetto di malattia desumibile dall'art.32 della Costituzione, la patologia impeditiva considerata dall'art. 2110 Cod. Civile che, in deroga ai principi generali, riversa entro certi limiti sul datore di lavoro il rischio della temporanea impossibilità lavorativa, va intesa non come stato che comporti la impossibilità assoluta di svolgere qualsiasi attività, ma come stato impeditivo delle normali prestazioni lavorative del dipendente; di guisa che, nel caso di un lavoratore assente per malattia il quale sia stato sorpreso nello svolgimento di altre attività, spetta al dipendente, indubbiamente secondo il principio sulla distribuzione dell'onere della prova, dimostrare la compatibilità di dette attività con la malattia impeditiva della prestazione lavorativa, la mancanza di elementi idonei a far presumere l'inesistenza della malattia e quindi, una sua fraudolenta simulazione, e la loro inidoneità a pregiudicare il recupero delle normali energie psico - fisiche, restando peraltro la relativa valutazione riservata al giudice del merito all'esito di un accertamento da svolgersi non in astratto, ma in concreto, con giudizio ex ante.

16 Aprile 2021|
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 IN EVIDENZA

Licenziamento individuale – Impugnazione – Termini

Cass. n. 9827/2021 L'ordinamento prevede per la risoluzione del rapporto di lavoro una disciplina speciale, diversa da quella ordinaria, all'interno della quale è stato inserito un termine breve di decadenza (sessanta giorni) per l'impugnazione del licenziamento da parte del lavoratore (L. n. 604 del 1966, art. 6, nonché, per quanto Leggi tutto...

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SENTENZA DEL GIORNO

Cass. n. 9823/2021 – Sul capitolato istruttorio nel rito del lavoro e sull’assunzione della prova

Poiché nel rito del lavoro i fatti da allegare devono essere indicati in maniera specifica negli atti introduttivi, affinché le richieste probatorie rispondano al requisito di specificità è sufficiente indicare come mezzi di prova i fatti allegati a fondamento delle pretese iniziali, senza necessità di riformularli separatamente come capi di prova. Il giudice di merito nell'esercizio dei poteri di cui all'art.421 c.p.c. può assegnare alle parti un termine per porre rimedio alla irregolarità riscontrata nella indicazione dei capitoli di prova, con l'invito ad una nuova formulazione degli stessi e che ciò comporta, in applicazione della particolare disciplina del quinto e del sesto comma dell'art.420 c.p.c., la decadenza della parte dal diritto di assumere la prova soltanto nell'ipotesi di mancata ottemperanza a tale invito nel termine fissato. Per quanto attiene, invece, il secondo aspetto, opportuno premettere che la disposizione dell'art. 244 c.p.c. sulla necessità di un'indicazione specifica dei fatti da provare per testimoni non va intesa in modo rigorosamente formalistico, ma in relazione all'oggetto della prova, cosicché, qualora questa riguardi un comportamento o un'attività che si frazioni in circostanze molteplici, è sufficiente la precisazione della natura di detto comportamento o di detta attività, in modo da permettere alla controparte di contrastarne la prova.

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Pubblico Impiego – Obbligo di esclusività

Cass. n. 9669/2021 Dal punto di vista normativo, in senso cronologico, viene in evidenza l'art. 3, co. 2, R.D.L. 1578/1933 di disciplina dell'Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore, secondo cui l'esercizio di tali professioni Leggi tutto...

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PRESENTAZIONE DELLA RIVISTA

La Rassegna si pone l’obiettivo di essere un riferimento per reperire, con cadenza giornaliera, le pronunce pubblicate dalla Suprema Corte, in materia di Diritto del Lavoro e Diritto Sindacale.

Il sito contiene la raccolta di tutte le pronunce rese a partire 2018, integrate, per il Diritto Sindacale, con le pronunce più importanti risalenti agli anni precedenti.

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