Sentenze del Giorno

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SENTENZA DEL GIORNO

Cass. n. 23142/2020 – Azione per la regolarizzazione previdenziale – L’INPS è litisconsorte necessario

L'azione per la regolarizzazione del rapporto contributivo» altro non può essere che una species dell'azione risarcitoria che al lavoratore spetta ex art. 2116, comma 2°, cod.civ. per il caso in cui il datore di lavoro abbia omesso il pagamento dei contributi previdenziali e dall'omissione gli sia derivato un danno. Invece di una domanda risarcitoria a proprio favore, il lavoratore formula una domanda di condanna al pagamento dei contributi a beneficio dell'ente previdenziale, quale misura finalizzata alla rimozione del danno. Il litisconsorzio necessario con l'ente previdenziale sussiste sia quando l'azione risarcitoria abbia ad oggetto la costituzione della rendita vitalizia sia nel caso in cui oggetto della domanda del lavoratore sia direttamente la condanna del datore di lavoro al pagamento in favore dell'ente previdenziale dei contributi omessi. L'omessa partecipazione al giudizio da parte dell'INPS determina la necessità di rimettere le parti avanti al primo giudice affinché provveda alla sua instaurazione ex novo, previa integrazione del contraddittorio.

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LE ULTIME SENTENZE DEL GIORNO

Cass. n. 22984/2020 – Litisconsorzio – Ammissibili le pronunce difformi in capo ai diversi debitori

Quando infatti, per ragioni di litisconsorzio necessario iniziale o di litisconsorzio necessario c.d. processuale, è ineludibile che la pronuncia si formi contestualmente nei riguardi di tutte le parti del processo, è parimenti inevitabile che essa non possa avere contenuti diversi verso l'una o verso l'altra. Se viceversa le cause plurisoggettive siano scindibili e quindi risultino solo occasionalmente trattate e decise assieme, la sentenza tra due delle parti contrapposte è del tutto autonoma da quella verso le altre e quindi nulla osta alla diversità delle rispettive pronunce, pur se temporalmente contestuali. Rispetto alle obbligazioni solidali si è affermato che non sussiste litisconsorzio necessario iniziale tra il creditore ed i coobbligati. Conseguenza di ciò è che, se anche i due (o più) debitori in solido siano chiamati nel medesimo processo, nulla vieta che essi possano essere oggetto di pronunce tra loro divergenti per ragioni non soltanto di difformi assetti sostanziali degli obblighi coesistenti (evenienza che naturalmente comporta la possibilità di pronunce differenziate), ma anche per il diverso operare di preclusioni o attività processuali svolte o non svolte, tra cui ad esempio, il formarsi separato del giudicato, senza possibilità di applicare l'art. 1306 c.c. (Cass. 8 ottobre 2018, n. 24728; Cass. 30 settembre 2014, n. 20559) o l'operare solo in favore di chi l'ha dispiegata di una eccezione non sollevata dall'altra.

24 Ottobre 2020|

Cass. n. 22799/2020 – Appalto e fornitura di mezzi – Differenze tra appalti “leggeri” e “pesanti”

Mentre in appalti che richiedono l'impiego di importanti mezzi o materiali c.d. "pesanti", il requisito dell'autonomia organizzativa deve essere calibrato, se non sulla titolarità, quanto meno sull'organizzazione di questi mezzi, negli appalti c.d. "leggeri", in cui l'attività si risolve prevalentemente o quasi esclusivamente nel lavoro, è sufficiente che in capo all'appaltatore sussista una effettiva gestione dei propri dipendenti".

23 Ottobre 2020|

Cass. n. 22795/2020 – Diritti/Crediti di lavoro e divieto di frazionamento della domanda

Pur essendo proponibili separatamente le domande relative a singoli crediti distinti ancorché riferibili al medesimo rapporto di durata, tuttavia, le questioni relative a tali crediti che risultino inscrivibili nel medesimo ambito di altro processo precedentemente instaurato, così da potersi ritenere già in esso deducibili o rilevabili - nonché, in ogni caso, le pretese creditorie fondate sul medesimo fatto costitutivo - possono anch'esse ritenersi proponibili separatamente, ma solo se l'attore risulti in ciò "assistito" da un oggettivo interesse al frazionamento. Quel che rileva è che il creditore abbia un interesse oggettivamente valutabile alla proposizione separata di azioni relative a crediti riferibili al medesimo rapporto di durata ed inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un ipotizzabile giudicato, ovvero fondati sul medesimo fatto costitutivo.

23 Ottobre 2020|

Cass. n. 22794/2020 – Licenziamento per superamento del periodo di comporto – Oneri probatori

Il licenziamento per superamento del periodo di comporto è assimilabile al licenziamento per giustificato motivo oggettivo e il datore di lavoro, pur potendo limitarsi a indicazioni complessive come la determinazione del numero totale delle assenze verificatesi in un determinato periodo, ha tuttavia l'onere, nell'eventuale sede giudiziaria, di allegare e provare, compiutamente, i fatti costitutivi del potere esercitato.

23 Ottobre 2020|
SENTENZE DEL GIORNO

ARGOMENTI IN EVIDENZA

Licenziamento individuale – Eccessiva morbilità – Periodo di comporto

Cass. n. 22998/2020 Allorquando il lavoratore abbia direttamente impugnato il licenziamento, anche in via stragiudiziale, per superamento del periodo di comporto, la mancata ottemperanza del datore di lavoro alla richiesta di esplicitazione dei motivi è ininfluente ai fini della legittimità del licenziamento stesso ((Cass. 13.7.2010 n. 16421; Cass. 3.8.2004 n. Leggi tutto...

GIUSTA CAUSA – CCNL POSTE

Cass. n. 22075/2020 Il licenziamento oggetto del giudizio attiene alla previsione del CCNL dei dipendenti Poste Italiane s.p.a. che contempla la possibilità che sia irrogato il licenziamento Leggi tutto...

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La Rassegna si pone l’obiettivo di essere un riferimento per reperire, con cadenza giornaliera, le pronunce pubblicate dalla Suprema Corte, in materia di Diritto del Lavoro e Diritto Sindacale.

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