La Suprema Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sulla possibilità che il giornalista inquadrato nella qualifica del Collaboratore Fisso, regolamentata dall’art. 2 del CCNLG, possa essere … (PDF – Nota 3177 e 14262 19).

LA QUESTIONE E’ STATA POI RISOLTA DALLE SS.UU. CON LA PRONUNCIA 1867/2020, CON IL SEGUENTE PRINCPIO: 

“In tema di rapporto di lavoro giornalistico, l’attività del collaboratore fisso espletata con continuità, vincolo di dipendenza e responsabilità di un servizio rientra nel concetto di “professione giornalistica”. Ai fini della legittimità del suo esercizio è condizione necessaria e sufficiente la iscrizione del collaboratore fisso nell’albo dei giornalisti, sia esso elenco dei pubblicisti o dei giornalisti professionisti: conseguentemente, non è affetto da nullità per violazione della norma imperativa contenuta nell’art. 45 L. n. 69/1963 il contratto di lavoro subordinato del collaboratore fisso, iscritto nell’elenco dei pubblicisti, anche nel caso in cui svolga l’attività giornalistica in modo esclusivo”.