Cass. n. 17572/2020

Ove il contratto di agenzia preveda fin dall’inizio il conferimento all’agente anche dell’incarico di riscossione, deve presumersi – attesa la natura corrispettiva del rapporto – che il compenso per tale attività sia stato già compreso nella provvigione pattuita, che deve intendersi determinata con riferimento al complesso dei compiti affidati all’agente; mentre la medesima attività va separatamente compensata nel caso in cui il relativo incarico sia stato conferito all’agente nel corso del rapporto e costituisca una prestazione accessoria ulteriore rispetto a quella originariamente prevista dal contratto, a meno che non risulti accertata la volontà delle parti di procedere ad una novazione che, prevedendo nuovi obblighi a carico dell’agente, lasci invariati quelli del preponente (Cass. n. 1269/1988; conformi, fra altre: n. 3309/1991; n. 1818/1993; n. 7481/2000; n. 22892/2008).

Che tale orientamento ha trovato conferma in Cass. n. 21079/2013, per la quale, poiché lo svolgimento da parte dell’agente di attività di incasso, per conto del preponente, dei corrispettivi dovuti dai clienti non costituisce un elemento essenziale o naturale del contratto di agenzia, ma soltanto un compito ulteriore che le parti possono convenire, quando la facoltà e l’obbligo di riscuotere i crediti del preponente siano intervenuti nel corso del rapporto di agenzia, deve ritenersi che l’attività di esazione costituisca prestazione accessoria e ulteriore rispetto all’originario contratto, e richieda una sua propria remunerazione, in base alla generale normativa sul lavoro autonomo e, specificamente, all’art. 2225 cod. civ. (conformi, fra altre: n. 8110/1995; n. 3902/2001).

Che, d’altra parte, sia l’A.E.C. del 2002 (art. 4), sia quello del 2009 (art. 5), prevedono che debba essere “stabilito uno specifico compenso aggiuntivo”, in forma diversa dalla provvigione, “nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, con responsabilità dell’agente per errore contabile”, ponendo di conseguenza la responsabilità per errore contabile del collaboratore quale presupposto indispensabile perché possa sorgere a favore dello stesso il diritto all’indennità.


Cass. n. 12544/2019

L’abituale attività da parte dell’agente di incasso dai clienti può essere attribuita in qualunque forma e la relativa prova offerta nei modi ordinari, anche in via presuntiva (Cass. 7 luglio 2006, n. 15484; Cass. 8 giugno 2012, n. 9353).

Lo svolgimento della relativa attività può essere convenuta anche nel corso del rapporto di agenzia, in quanto non integrante elemento essenziale o naturale del contratto di agenzia.

Una tale attività di esazione ha pertanto natura di prestazione accessoria e ulteriore rispetto all’originario contratto, per cui dà diritto ad una remunerazione con autonoma indennità (Cass. 25 luglio 1995, n. 8110; Cass. 16 settembre 2013, n. 21079).

Essa deve invece essere condotta nel più ampio contesto sistematico delle previsioni dell’AEC 26 febbraio 2002, secondo cui “qualora” all’agente “venga conferito l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, questa ultima stabilirà separatamente dalle competenze la provvigione di incasso” (art. 3, quarto comma, prima parte) ed in tal caso “dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale” (art. 4, sesto comma, ultima parte).

Simili previsioni sono più favorevoli rispetto a quella individuale e pertanto applicabili, ai sensi dell’art. 16 AEC cit., secondo il generale principio di efficacia vincolante degli accordi economici collettivi di diritto comune stipulati per la disciplina dei contratti di agenzia non solo per gli iscritti alle associazioni sindacali stipulanti, ma anche per coloro che esplicitamente o implicitamente vi prestino adesione, senza che l’impresa mandante possa eccepire la propria appartenenza ad un settore produttivo diverso da quello al quale il contratto si riferisce (Cass. 14 gennaio 1999, n. 368), peraltro espressamente richiamato dall’art. 1 del contratto di agenzia.