Cass. n. 18959/2020

In punto di diritto, l’assunto dei giudici di seconde cure, i quali nell’articolazione delle proprie argomentazioni sull’istituto del “distacco” hanno ritenuto che la fattispecie prevista dall’art. 30 co. 3 D.Igs. n. 276 del 2003 (distacco che comporti un mutamento delle mansioni che richiede il consenso dei lavoratori e distacco con trasferimento ad una unità produttiva sita a più di 50 Km da quella cui il lavoratore sia adibito che richiede la sussistenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive e sostitutive) non sia sanzionata con la tutela costitutiva, a differenza dell’ipotesi di cui all’art. 30 co. 1 D.Igs. n. 276 del 2003, è corretto.

Infatti, sotto il profilo dell’ermeneutica letterale, la possibilità che il lavoratore interessato possa chiedere la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di chi ne ha utilizzato la prestazione è testualmente prevista solo per il caso dell’art. 30 co. 1 D.Igs. n. 276 del 2003 e non anche per quello di cui al comma 3 (ubi lex voluit dixit).

Con riguardo al criterio della interpretazione logico-sistematica, deve, poi, sottolinearsi che il comma 5 bis dell’art. 18 del D.Igs. n. 276 del 2003 statuisce che le sanzioni ivi contemplate (ora depenalizzate, cfr. Cass. pen. n. 10484 del 2016) siano irrogabili solo nell’ipotesi di distacco privo dei requisiti di cui all’art. 30 co. 1, restando conseguentemente esclusa quella di cui al co. 3 (per il principio di tassatività e tipicità della sanzione amministrativa).

L’intenzione del legislatore era, quindi, quella di prevedere che, alla ipotesi ritenuta più grave del distacco senza i requisiti dell’interesse e della temporaneità, fosse attribuita la tutela civilistica di tipo “costitutiva” e sanzionatoria di tipo “amministrativo” (prima di tipo penale), mentre per le ipotesi disciplinate dal comma 3 fosse accordata solo la tutela civilistica di tipo “risarcitoria”.

Tale impostazione si palesa ragionevole e bilanciata rispetto ai sottesi interessi delle parti a che un lavoratore possa espletare la propria prestazione presso un soggetto diverso dal suo datore di lavoro, in presenza di determinati presupposti e/o attraverso particolari modalità spazio- temporali: un conto, infatti, è che nella struttura dell’istituto manchino i requisiti fondamentali dell’interesse e della temporaneità; altro, invece, è rappresentato dal quomodo attraverso cui il distacco venga attuato e tale ultima ipotesi, che non è in contrasto con i fondamenti dell’istituto giuridico, giustifica pienamente una diversa tutela.