La L. n. 128/2019 ha convertito, con modificazioni il D.L. n. 101/2019, inserendovi il nuovo Capo V bis (che introduce gli art. 47 bis – 47 octies al D.lgs. n. 81/2015), contenente la regolamentazione del rapporto di lavoro dei fattorini/bikers/riders impiegati con l’ausilio di piattaforme digitali.

I lavoratori sono inquadrati come autonomi, impiegati in attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore  attraverso piattaforme anche digitali.

Simili piattaforme, invece, sono definite come i programmi e le procedure informatiche utilizzati dal committente che, indipendentemente dal luogo di stabilimento, sono strumentali alle attivita’ di consegna di beni.

La normativa si pone l’obiettivo di fissare il compenso e determinare le modalità di esecuzione della prestazione.

I punti cardine della disciplina possono essere così riassunti:

a) i contratti di lavoro devono essere provati per iscritto e i lavoratori devono ricevere  ogni informazione utile per la tutela dei loro interessi, dei loro diritti e della loro sicurezza;

b) l’omessa formalizzazione del contratto e la mancata informazione di cui al punto precedente determinano un diritto risarcitorie in capo al lavoratore  di entita’ non superiore ai compensi percepiti nell’ultimo anno, determinata equitativamente con riguardo alla gravita’ e alla durata delle violazioni e al comportamento delle parti (n.d.r.: la formulazione della norma, mutuata dal disposto dell’art. 4, d.lgs. n. 152/1997, desta qualche perplessità. Il riferimento ai compensi percepiti, come base di determinazione del risarcimento del danno in caso di accertata violazione, deve essere riferito a qualsiasi compenso, maturato anche nell’esecuzione di prestazioni in favore di soggetti estrani al committente inadempiente (diversamente, la norma sarebbe inapplicabile, riferendosi ad una violazione commessa all’atto della decorrenza della prestazione). Un problema potrebbe sorgere qualora il lavoratore, titolare del diritto,  non avesse maturato compensi nel periodo precedente alla erronea formalizzazione, in quanto, stante il tenore letterale della disposizione, potrebbe venire meno il presupposto fondante l’esistenza del diritto al risarcimento del danno);

c) la violazione delle predette prescrizioni è valutata come elemento di prova delle condizioni effettivamente applicate al rapporto di lavoro e delle connesse lesioni dei diritti previsti dal testo normativo (n.d.r.: anche simile previsione non brilla per chiarezza. Simile valutazione – presuntiva – pare essere priva di consistenza dal momento che i trattamenti applicati ai lavoratori sono oggetto di espressa ed analitica determinazione da parte della legge medesima, la quale determina la possibilità di verificare le corrette condizioni di impiego, indipendentemente dal rispetto delle corrette informazioni all’atto della stipulazione del contratto);

d) i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale possono definire criteri di determinazione del compenso complessivo che tengano conto delle modalita’ di svolgimento della prestazione e dell’organizzazione del committente (n.d.r. la previsione si applica decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione);

e) in difetto,  ai lavoratori deve essere garantito un compenso minimo orario parametrato ai minimi tabellari stabiliti da contratti collettivi nazionali di settori affini o equivalenti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale. E’ vietato determinare la retribuzione in base alle consegne effettuate (n.d.r. la previsione si applica decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione);

f) ai lavoratori deve essere garantita un’indennita’ integrativa non inferiore al 10 per cento per il lavoro svolto di notte, durante le festivita’ o in condizioni meteorologiche sfavorevoli, determinata dai contratti collettivi o, in difetto, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali(n.d.r. la previsione si applica decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione);

g) ai lavoratori  si applicano la disciplina antidiscriminatoria e quella a tutela della liberta’ e dignita’ del lavoratore previste per i lavoratori subordinati, ivi compreso l’accesso alla piattaforma;

h) l’esclusione dalla piattaforma e le riduzioni delle occasioni di lavoro ascrivibili alla mancata accettazione della prestazione sono vietate;

i) i dati personali dei lavoratori che svolgono la loro attivita’ attraverso le piattaforme digitali sono trattati in conformita’ alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, e al codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

l) i prestatori di lavoro sono comunque soggetti alla copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali prevista dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (n.d.r. la previsione si applica decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione);

m) il premio di assicurazione INAIL e’ determinato in base al tasso di rischio corrispondente all’attivita’ svolta. Ai fini del calcolo del premio assicurativo e si assume come retribuzione imponibile, la retribuzione convenzionale giornaliera di importo corrispondente alla misura del limite minimo di retribuzione giornaliera in vigore per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale, rapportata ai giorni di effettiva attività (n.d.r. la previsione si applica decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione);

n) il committente che utilizza la piattaforma anche digitale e’ tenuto a tutti gli adempimenti del datore di lavoro previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, nonché, a proprie spese e cura,  al rispetto del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (n.d.r. la previsione si applica decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione).