Cass. n. 7302/2020

La contribuzione figurativa accreditata a favore dei lavoratori socialmente utili titolari di indennità a carico dell’Inps é valorizzabile, a far tempo dal 1° agosto 1995, ai soli fini dell’accesso al trattamento pensionistico e non anche ai fini della misura dello stesso, in virtù di quanto previsto dall’art. 1, comma 9, del d.l. n. 510 del 1996, conv. in I. n. 608 del 1996 (Cass. Sez. Lav., sentenza n. 29942 del 20.11.2018).

In effetti, la questione di diritto attiene all’individuazione dell’ambito di efficacia temporale della disposizione dettata dall’ari 1, comma 9, del DL n. 510/1996 laddove prevede che la contribuzione figurativa accreditata a favore dei lavoratori socialmente utili, che percepiscono l’indennità a carico dell’Inps, sia valorizzabile solo ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico e non ai fini della misura dello stesso.


Cass. n. 5896/2020

L’occupazione temporanea in lavori socialmente utili non integra un rapporto di lavoro subordinato, in quanto, ai sensi del D.Lgs. n. 468 del 1997, art. 8— poi riprodotto dal D.Lgs. 28 febbraio 2000, n. 81, art. 4— l’utilizzazione di tali lavoratori non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro ma realizza un rapporto speciale che coinvolge più soggetti (oltre al lavoratore, l’amministrazione pubblica beneficiaria della prestazione e l’ente previdenziale erogatore dell’assegno o di altro trattamento previdenziale) di matrice assistenziale e con una finalità formativa diretta alla riqualificazione del personale per una possibile ricollocazione (Cass. n. 2887 del 2008, n. 2605 del 2013, n. 22287 del 2014, n 6155/2018).

Tale disciplina regola l’ipotesi, riconducibile al particolare istituto contemplato dal legislatore per sopperire allo stato di disoccupazione del lavoratore, di conformità della prestazione di lavoro al progetto; soltanto nel caso in cui la prestazione resa presenti di fatto una radicale difformità dal progetto il rapporto intercorso come subordinato resta regolato dall’art. 2126 c.c. (cfr. Cass. n. 6914 del 2015, nn. 22287 e 21311 del 2014, n. 11248 del 2012 e n. 10759 del 2009; Cass. n. 15071 del 2015 e da Cass. nn. 13472 e 13596 del 2016; più recentemente, Cass. nn. 17101, 17012 e 17014 del 2017, Cass. n. 20986 del 2017).

Poichè nella fattispecie di causa non è in discussione che la prestazione si sia svolta in conformità al progetto, correttamente la Corte territoriale ha applicato la disciplina di cui al D.Lgs. n. 468 del 1997, art. 8, commi 2 e 3, alla cui stregua l’importo integrativo corrisponde ad una retribuzione oraria determinata applicando il divisore previsto dal contratto collettivo del soggetto utilizzatore— (nella specie 156)— alla retribuzione- base del livello di inquadramento del dipendente comparabile.