Cass. n. 29103/2019

Questa Corte (cfr. Cass. Sez.U. n. 11559 del 2011), come rammenta il ricorrente, ha affermato (con particolare riguardo agli insegnanti) che il possesso del titolo legale di abilitazione rappresenta un requisito di validità del contratto di lavoro (con conseguente nullità del contratto e sussistenza di una giusta causa di licenziamento in caso di mancato possesso; vicenda analoga è stata affrontata da Cass. n. 12996 del 2016, citata dal ricorrente, ove si discuteva dell’esercizio di attività libero- professionale in assenza di titolo abilitativo).

I casi esaminati da questa Corte e richiamati dal ricorrente concernevano, peraltro, la mancanza, ab origine, del titolo legale di abilitazione per l’esercizio della mansione (di insegnante, di medico dentista) svolta dal lavoratore, con conseguente difetto originario strutturale dell’atto.

Nel caso di specie, non può utilmente invocarsi l’ipotesi di nullità per vizio genetico del contratto posto che risulta che la Costantini, alla data di assunzione (maggio 1994), fosse regolarmente in possesso del titolo richiesto, ratione temporis, per l’esercizio della professione di tecnico di laboratorio, essendo sopravvenuta solamente nel 2012 (la delibera della Giunta Regione Lazio n. 84 del 9.3.2012) la necessità di integrazione del titolo posseduto.

La Corte distrettuale ha, dunque, correttamente rinvenuto un vizio sopravvenuto del contratto conseguente al mutato assetto normativo, ossia un caso di impossibilità sopravvenuta della prestazione lavorativa incompatibile, in concreto, con la prosecuzione del rapporto che rientra nella nozione di giustificato motivo oggettivo di cui all’art. 3 della legge n. 604 del 1966 (nozione che ricomprende altresì fatti inerenti alla persona del lavoratore ma incidenti sull’organizzazione aziendale: cfr. consolidata giurisprudenza in materia di perdita dei requisiti soggettivi indispensabili per l’esecuzione della prestazione lavorativa come la scadenza del permesso di soggiorno per il lavoratore extracomunitario, cfr. ex multis, Cass. n. 9407 del 2001, la sospensione del porto d’armi o il ritiro del titolo per la guardia giurata, Cass. n. 13986 del 2000, Cass. n. 16924 del 2006, il ritiro del tesserino doganale per il lavoratore aeroportuale, Cass. n. 5718 del 2009, Cass. n. 19613 del 2014).