Cass. n. 21297/2019

Le modifiche apportate dalla L. n. 92 del 2012 all’art. 18 della 1. n. 300 del 1970 non si applicano ai rapporti di pubblico impiego privatizzato.

In ragione dei principi già affermati da questa Corte (Cass., n. 11868 del 2016. Cass., n. 23424 del 2017) sopra richiamati, ai quali, condividendoli, si intende dare continuità, anche per l’applicabilità all’impiego pubblico contrattualizzato della disciplina concernente la procedura di convalida delle dimissioni, di cui all’art. 4, commi 16-22 della legge n. 92 del 2012, occorre l’adozione di appositi provvedimenti attuativi per l’armonizzazione del lavoro privato con il lavoro nelle pubbliche amministrazioni.

Ciò, considerato anche che la suddetta disciplina della convalida delle dimissioni è modulata sulle dinamiche del lavoro privato, in relazione all’esigenza di garantire che le dimissioni siano frutto di autonoma determinazione del lavoratore, soprattutto nei periodi in cui lo stesso non può essere licenziato, piuttosto che del lavoro pubblico contrattualizzato.

Ed infatti. l’art. 4, commi da 16 a 22, della legge n. 92 del 2012, al fine di garantire la corrispondenza tra la dichiarazione di volontà del lavoratore e l’intento risolutorio (in particolare nel caso in cui le dimissioni intervengano durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale) rafforza il regime della convalida, che diviene condizione sospensiva della risoluzione del rapporto di lavoro stesso.

Né è fondata le censura che prospetta una disparità di trattamento e che assume la disciplina in esame lesiva degli artt. 3 e 102 Cost., atteso che il lavoro pubblico e il lavoro privato non possono essere totalmente assimilati (Corte costituzionale sentenze n. 120 del 2012 e n. 146 del 2008) e le differenze, pur attenuate, permangono anche in séguito all’estensione della contrattazione collettiva a una vasta area del lavoro prestato alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, e che la medesima eterogeneità dei termini posti a raffronto connota l’area del lavoro pubblico contrattualizzato e l’area del lavoro pubblico estraneo alla regolamentazione contrattuale (Corte cosi., sentenza n. 178 del 2015): in particolare i principi costituzionali di legalità ed imparzialità concorrono comunque a conformare la condotta della Pubblica amministrazione e l’esercizio delle facoltà riconosciutele quale datore di lavoro pubblico in regime contrattualizzato (Cass., n. 11595 del 2016).