Alla luce della evoluzione registrata dalla giurisprudenza di legittimità, la qualifica di dirigente non spetta al solo prestatore di lavoro che, come “alter ego” dell’imprenditore, ricopra un ruolo di vertice nell’organizzazione o, comunque, occupi una posizione tale da poter influenzare l’andamento aziendale, essendo invece sufficiente che il dipendente, per l’indubbia qualificazione professionale, nonché per l’ampia responsabilità in tale ambito demandata, operi con un corrispondente grado di autonomia e responsabilità, dovendosi, a tal fine, far riferimento, in considerazione della complessità della struttura dell’azienda, alla molteplicità delle dinamiche interne nonché alle diversità delle forme di estrinsecazione della funzione dirigenziale (non sempre riassumibili a priori in termini compiuti) ed alla contrattazione collettiva di settore, idonea ad esprimere la volontà delle associazioni stipulanti in relazione alla specifica esperienza nell’ambito del singolo settore produttivo (Cass. 04/08/2017 n. 19579; Cass. 08/03/1990 n. 1877).

In questa prospettiva è stata affermata la necessità di valorizzazione della contrattazione collettiva e delle prassi sindacali che hanno portato al riconoscimento della qualifica dirigenziale anche a lavoratori che, pur non investiti di quei poteri di direzione necessari per richiamare la nozione di “alter ego” dell’imprenditore, sono in possesso di elevate conoscenze scientifiche e tecniche o, comunque, sono dotati di professionalità tale da collocarsi in condizioni di particolare forza nel mercato del lavoro (Cass. /10/2016 n. 20805), e puntualizzato che in presenza di definizione da parte della disciplina collettiva (che, adeguandosi all’evoluzione delle forme di organizzazione imprenditoriale, può assegnare rilievo a tratti distintivi diversi da quelli minimi caratterizzanti la figura ex lege), la nozione legale di dirigente prevale sulla definizione contrattuale solo se questa risulti più restrittiva (Cass. 03/04/1992 n. 4103), situazione esclusa nel caso di specie nel quale il lavoratore lamenta, al contrario, «l’ampiezza>> eccessiva della nozione di dirigente individuata dalla contrattazione collettiva (n.d.r.: la pronuncia ha legittimato l’inquadramento dirigenziale del Comandante di aeromobile).