Il principio di necessaria corrispondenza tra addebito contestato e addebito posto a fondamento della sanzione disciplinare, che vieta di infliggere un licenziamento sulla base di fatti diversi da quelli contestati, può ritenersi violato qualora il datore di lavoro alleghi, nel corso del giudizio, circostanze nuove che, in violazione del diritto di difesa, implicano una diversa valutazione dei fatti addebitati.

Tale modifica non è tuttavia ravvisabile nel caso in cui si tratti di circostanze confermative della condotta in relazione alle quali il lavoratore possa agevolmente controdedurre ovvero quando, come nel caso in esame, le stesse non modifichino il quadro generale della contestazione (cfr. Cass. 25/03/2019 n. 8293).

In sostanza le condotte sulle quali è incentrato l’esame del giudice di merito non devono nella sostanza fattuale differire da quelle poste a fondamento della sanzione espulsiva, pena lo sconfinamento dei poteri del giudice in ambito riservato alla scelta del datore di lavoro (cfr. Cass. 18/04/2019 n. 10853 e 10/02/2020 n. 3079).

Cass. n. 22076/2020