Sentenze del giorno

Percorso:Home/Sentenze del giorno

Le ultime 10 sentenze

Cass. n. 23114/2019 – Erronea certificazione della posizione previdenziale – Responsabilità risarcitoria dell’INPS

L'INPS risponde delle erronee comunicazioni della posizione contributiva rese a seguito di specifica domanda dell'interessato, che lo abbiano indotto alla anticipata cessazione del rapporto di lavoro, responsabilità derivante dall'inadempimento dell'obbligo legale previsto dall'art. 54 della I. n. 88 del 1989, esercitabile sulla base del poteri di indagine e certificazione di cui dispone l'ente.

20 Settembre 2019|

Cass. n. 23296/2019 – Quietanza a saldo e Rinunce – Definizioni – Applicazione dell’art. 2113 c.c.

La quietanza a saldo sottoscritta dal lavoratore, che contenga una dichiarazione di rinuncia a maggiori somme e che sia riferita, in termini generici, ad una serie di titoli di pretese in astratto ipotizzabili in relazione alla prestazione di lavoro subordinato e alla conclusione del relativo rapporto, può assumere il valore di rinuncia o di transazione, che il lavoratore abbia l'onere di impugnare nei termini di cui all'art. 2113 cod. civ., alla condizione che risulti accertato ...

19 Settembre 2019|

Cass. n. 23306/2019 – Nullità cessione di azienda – Indennità di mobilità e obbligazioni del cedente

Le somme percepite dal lavoratore a titolo d'indennità di mobilità non possono essere detratte da quanto egli abbia ricevuto per il mancato ripristino del rapporto ad opera del cedente a seguito di dichiarazione di nullità della cessione di azienda o di ramo di essa: posto che detta indennità opera su un piano diverso dagli incrementi patrimoniali che derivino al lavoratore dall'essere stato liberato, anche se illegittimamente, dall'obbligo di prestare la sua attività ...

19 Settembre 2019|

Cass. n. 22928/2019 – Periodo di comporto – Modaltà di computo e onere probatorio

In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, devono essere inclusi nel calcolo del periodo, oltre ai giorni festivi, anche quelli di fatto non lavorati, che cadano durante il periodo di malattia indicato dal certificato medico, operando, in difetto di prova contraria (che è onere del lavoratore fornire), una presunzione di continuità, in quei giorni, dell'episodio morboso ...

16 Settembre 2019|

Cass. n. 22932/2019 – La disciplina del contratto a termine è normativa di ordine pubblico internazionale

Seppure le parti abbiano ritenuto di dare applicazione ad una legge estera (nel caso di specie inglese), trova applicazione la legislazione italiana qualora la stessa si ponga come normativa di ordine pubblico internazionale. Ciò in applicazione dell'art. 16 della Convenzione di Roma 19.6.1980 e dell'art. 16 della legge 31.5.1995 n. 218. Nel diritto del lavoro rappresentano parametri di conformità all'ordine pubblico internazionale quei principi rilevabili nell'ambiente sociale in cui il fatto.

16 Settembre 2019|

Cass. n. 22806/2019 – Medici Specializzandi 1983/1991 – Frequenza “non” a tempo pieno – Irrilevanza

Il medico specialista che, essendosi iscritto ad una scuola di specializzazione prima del 1991 e non avendo percepito alcuna remunerazione durante il corso, domandi il risarcimento del danno da mancata attuazione delle Direttive 75/362/CC e 82/76/CEE, non è tenuto a provare che il corso frequentato fosse esclusivo ed a tempo pieno, ma solo di averlo frequentato senza essere stato remunerato

13 Settembre 2019|

Cass. n. 22808/2019 – Dipendenti postali assunti a termine – Trasferimento – Nozione di eccedentarietà

In materia di trasferimento dei dipendenti postali, già assunti a termine, la eccedentarietà presso la sede di provenienza, di cui all'accordo sindacale del 29 luglio 2004, non può essere accertata semplicemente sulla base dell'inclusione del comune di precedente adibizione negli elenchi dei comuni definiti eccedentari dal datore di lavoro, ma va effettuata, per ciascuno di detti comuni, sulla base di informazioni relative al numero dei posti in organico, al personale impiegato e alla relativa percentuale di copertura, sì da consentire al dipendente di conoscere ed eventualmente contestare tali dati e al giudice di valutarli.

13 Settembre 2019|

Cass. n. 22809/2019 – Ripetizione patto di prova in successivi contratti – Presupposti di ammissibilità

La ripetizione del patto di prova in successivi contratti di lavoro col medesimo datore e per le stesse mansioni è legittima ove sia dimostrata l'esigenza datoriale di verifica ulteriore del comportamento del lavoratore rilevante ai fini dell'adempimento della prestazione, in relazione a mutamenti che possano essere intervenuti per molteplici fattori, attinenti alle abitudini di vita o a problemi di salute.

13 Settembre 2019|

Rimani aggiornato

Ricevi le pronunce della Corte nella tua casella email
ISCRIVITI
close-link