Sentenze del giorno

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Le ultime 10 sentenze

Cass. n. 29427/2019 – Rito Fornero – Notificazione dell’opposizione – Violazione del termine a difesa – Effetti

In sede di notificazione del ricorso in opposizione, ex art. 1, comma 51, legge n. 92 del 2012, il mancato rispetto del termine a difesa non dà luogo ad inesistenza della notificazione, ma solo alla nullità della stessa, che la rende suscettibile di sanatoria o mediante la costituzione della parte appellata o mediante la sua rinnovazione ex art. 291 c.p.c. ...

15 Novembre 2019|

Cass. n. 29419/2019 – Eccezione di interruzione della prescrizione – Rilevabilità d’ufficio – Condizioni

"L'eccezione di interruzione della prescrizione, configurandosi diversamente dall'eccezione di prescrizione come eccezione in senso lato, può essere rilevata anche d'ufficio dal giudice in qualsiasi stato e grado del processo, ma sulla base di allegazioni e di prove ritualmente acquisite o acquisibili al processo e, in ordine alle controversie assoggettate al rito del lavoro, sulla base dei poteri istruttori legittimamente esercitabili anche di ufficio ai sensi dell'art. 421, secondo comma, cod. proc. civ., dal giudice, tenuto, secondo tale norma, all'accertamento della verità dei fatti rilevanti ai fini della decisione".

14 Novembre 2019|

Cass. n. 29294/2019 – Contributi Previdenziali – Cartella di pagamento – Impugnazione dell’estratto di ruolo – Ammissibilità e condizioni

L'impugnazione dell'estratto del ruolo non è stata ritenuta ammissibile in sé ma è stata ammessa l'opposizione al ruolo oppure alla cartella della cui esistenza si è avuta conoscenza a seguito del rilascio dell'estratto stesso; ciò esclusivamente in funzione di rafforzamento della tutela del contribuente in ipotesi di inerzia dell'amministrazione che abbia omesso di comunicare l'atto impositivo necessariamente recettizio; per cui, in tanto sussiste l'interesse ad agire in quanto in effetti non vi sia stata notifica o comunicazione alcuna dell'atto impositivo ...

14 Novembre 2019|

Cass. n. 29105/2019 – Retribuzione globale di fatto – Nozione

La retribuzione globale di fatto deve essere commisurata a quella che il lavoratore avrebbe percepito se avesse lavorato, dovendosi comprendere nel relativo parametro non soltanto la retribuzione base ma anche ogni compenso di carattere continuativo che si ricolleghi alle particolari modalità della prestazione in atto al momento del licenziamento, in quanto, altrimenti verrebbero ad essere addossate al lavoratore le conseguenze negative di un illecito altrui ...

13 Novembre 2019|

Cass. n. 29104/2019 – Guardia particolare giurata – Perdita dei titolI abilitanti le mansioni – Licenziamento per GMO – Effetti

Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato della guardia giurata non si risolve in via automatica per la sopravvenuta impossibilità della prestazione, essendo necessario un atto di espressione di volontà da parte del datore di lavoro che configura, dunque, nell'ambito della disciplina speciale del diritto del lavoro, un licenziamento (ossia una fattispecie estintiva del rapporto di lavoro dipendente dalla volontà del datore di lavoro) per giustificato motivo oggettivo. La riconoscibilità della fattispecie a quella del GMO richiede il preventivo esperimento del procedimento di conciliazione ai sensi dell'art. 7 della legge n. 604 del 1966 come novellato dall'art. 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012.

12 Novembre 2019|

Cass. n. 29099/2019 – Licenziamento per GMO – Repechage – Onere datoriale di prospettare mansioni inferiori – Sussiste

Quanto all'onere di repechage, in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo a causa della soppressione del posto cui era addetto il lavoratore, il datore ha l'onere di provare non solo che al momento del licenziamento non sussistesse alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l'espletamento di mansioni equivalenti, ma anche, in attuazione del principio di correttezza e buona fede, di aver prospettato al dipendente, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un reimpiego in mansioni inferiori rientranti nel suo bagaglio professionale ...

12 Novembre 2019|

Cass. n. 28927/2019 – Potere disciplinare – Principio di consunzione – Divieto di “ne bis in idem”

In tema di licenziamento, qualora il datore di lavoro abbia esercitato validamente il potere disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti, complessivamente considerati, non può esercitare, una seconda volta, per quegli stessi fatti singolarmente considerati, il detto potere ormai consumato anche sotto il profilo di una sua diversa valutazione o configurazione giuridica, essendogli consentito soltanto di tener conto delle sanzioni eventualmente applicate, entro il biennio, ai fini della recidiva.

11 Novembre 2019|

Cass. n. 28926/2019 – Contestazione disciplinare – Principio dell’immediatezza – Conoscibilità da parte del datore di lavoro

Il ritardo nella contestazione dell'addebito non può essere giustificato dal fatto che i diretti superiori gerarchici del lavoratore abbiano omesso di riferire tempestivamente agli organi titolari del potere disciplinare in ordine all'infrazione posta in essere dal dipendente. Il principio dell'immediatezza della contestazione mira, da un lato, ad assicurare al lavoratore incolpato il diritto di difesa nella sua effettività, così da consentirgli il pronto allestimento del materiale difensivo per poter contrastare più efficacemente il contenuto degli addebiti, e, dall'altro, nel caso di ritardo della contestazione, a tutelare il legittimo affidamento del prestatore - in relazione al carattere facoltativo dell'esercizio del potere disciplinare, nella cui esplicazione il datore di lavoro deve comportarsi in conformità ai canoni della buona fede - sulla mancanza di connotazioni disciplinari del fatto incriminabile

11 Novembre 2019|

Cass. n. 28756/2019 – Procedimento disciplinare – Principio dell’immutabilità – Limiti

La violazione del principio di immutabilità della contestazione non può essere ravvisata in ogni ipotesi di divergenza tra i fatti posti a base della contestazione iniziale e quelli che sorreggono il provvedimento disciplinare, ma solo nel caso in cui tale divergenza comporti in concreto una violazione del diritto di difesa del lavoratore, per essere intervenuta una sostanziale modifica del fatto addebitato ...

10 Novembre 2019|

Cass. n. 28743/2019 – Prescrizione – Tentativo (obbligatorio) di conciliazione – Efficacia interruttiva

La convocazione avanti alla competente commissione di conciliazione, all'esito della richiesta di svolgimento del tentativo obbligatorio di conciliazione contenente la specificazione delle rivendicazioni avanzate, costituisce una vera e propria messa in mora, valutabile ex art. 2943, comma quarto cod. civ., ai fini dell'interruzione della prescrizione, contenendo l'esplicitazione della pretesa e manifestando l'inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto passivo.

9 Novembre 2019|

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