Cass. n. 10076/2018

L’agente della riscossione deve rispondere, nei confronti dell’opponente vittorioso, delle spese processuali: ciò in base al principio di causalità, che informa quello di soccombenza, dal momento che la lite trae origine dalla notificazione della cartella di pagamento, atto posto in essere proprio dall’esattore, anche se in esecuzione del rapporto che ha ad oggetto il servizio di riscossione (cfr. Cass. n. 14125 del 2016; Cass. n. 17502 del 2016; Cass. n. 21391 del 2016; Cass. n. 2570 del 2017; Cass. n. 28748 del 2017).

Lo stesso esattore inoltre, proprio perché ha una generale legittimazione passiva nelle controversie aventi ad oggetto la riscossione delle somme di cui è incaricato, non può non rispondere dell’esito della lite, anche per ciò che concerne la materia delle spese processuali.

A tale conseguenza si giunge considerando che ai sensi dell’art. 39 D.Lgs n. 112 del 1999, come affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte, ove la lite non concerna la validità degli atti posti in essere dal concessionario, l’avere il contribuente individuato nel concessionario medesimo il legittimato passivo nei cui confronti dirigere la propria impugnazione non determina l’inammissibilità della domanda, gravando sullo stesso agente di riscossione l’onere di chiamare in giudizio l’ente impositore, se non vuole rispondere dell’esito della lite (Cass., S.U., n. 16412 del 2007).

Sicché per un verso sussiste la legittimazione passiva del concessionario, per l’altro questi, per non rispondere delle conseguenze della lite, deve chiamare in causa l’ente creditore.

Sul piano del rapporto interno tra l’esattore e l’ente impositore il concessionario dovrà chiedere di essere manlevato delle conseguenze della propria soccombenza, e quindi della condanna alle spese nei confronti dell’opponente, in ragione del fatto che il secondo abbia provveduto a formare illegittimamente il ruolo.

La manleva dipende, però, dalla domanda dell’esattore, sicché ove lo stesso non l’abbia proposta, non potrà che dolersi di una tale scelta, ovvero, ove l’abbia proposta, dovrà impugnare il mancato accoglimento della domanda di manleva, e non la statuizione sulle spese processuali relativa al rapporto principale.

La condanna solidale alla rifusione delle spese processuali di ente creditore e agente della riscossione è, in conclusione, legittima, quale conseguenza della legittimazione passiva, mentre la doglianza del concessionario deve essere trasferita sul piano del rapporto interno con l’ente creditore.