Cass. n. 32151/2018

In tema di violenza morale, quale vizio invalidante del consenso (riferito alle dimissioni rassegnate dal lavoratore), i requisiti previsti dall’art. 1435 cod. civ. possono variamente atteggiarsi, a seconda che la coazione si eserciti in modo esplicito, manifesto e diretto, o, viceversa, mediante un comportamento intimidatorio, oggettivamente ingiusto, anche ad opera di un terzo; è in ogni caso necessario che la minaccia sia stata specificamente diretta ad estorcere la dichiarazione negoziale della quale si deduce l’annullabilità e risulti di natura tale da incidere, con efficacia causale concreta, sulla libertà di autodeterminazione dell’autore di essa. L’apprezzamento del giudice di merito sulla esistenza della minaccia e sulla sua efficacia a coartare la volontà di una persona, si risolvono in un giudizio di fatto, incensurabile in cassazione se motivato in modo sufficiente e non contraddittorio (Cass., n. 19974 del 2017).


Cass. n. 21898/2018

Le dimissioni rassegnate dal lavoratore sono annullabili per violenza morale ove siano determinate da una condotta intimidatoria, oggettivamente ingiusta, tale da costituire una decisiva coazione psicologica (Cass. n. 15161/2015) che può esprimersi secondo modalità variabili e indefinite, anche non esplicite e può agire anche solo come concausa, ed essere ravvisata anche nella minaccia dell’esercizio di un diritto, quando la relativa prospettazione sia immotivata e strumentale (Cass. n. 24363/2010).

Requisito indefettibile rimane quello che la minaccia sia stata specificamente diretta al fine di estorcere la dichiarazione negoziale della quale si deduce l’annullabilità e risulti di tale natura da incidere, con efficacia causale concreta, sulla libertà di autodeterminazione dell’autore di essa (Cass. 10/08/2017 n. 19974, 18/08/2004 n. 16179).

L’apprezzamento del giudice di merito sulla esistenza della minaccia e sulla sua efficacia a coartare la volontà di una persona si risolve in un giudizio di fatto, incensurabile in Cassazione se motivato in modo sufficiente e non contraddittorio.